La Chemex è probabilmente il modo più bello per preparare un caffè filtro. Inventata nel 1941 da un chimico, esposta al MoMA di New York, non è cambiata da più di 80 anni. E c’è un motivo: la sua caraffa in vetro e il suo filtro spesso danno una tazza di una chiarezza rara, in cui gli aromi del specialty coffee emergono senza pesantezza né amarezza.
È un metodo delicato, quasi meditativo. Un bollitore, un gesto regolare, un po’ di pazienza. Ideale per le mattine tranquille o per servire più tazze tutte in una volta.
Quello che ti serve
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Quello che abbiamo usato per questa guida
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Consiglio sui ratio per la ChemexUna buona regola di base è seguire un ratio di 1:16 tra caffè e acqua. In altre parole, per 1 g di caffè aggiungi 16 g di acqua. Qui usiamo 30 g di caffè per 500 g di acqua, cioè circa due belle tazze. Da lì, non esitare a sperimentare per trovare il ratio che si adatta meglio ai tuoi gusti. |
La preparazione
Fase 1: Macinare il caffè
Usa 25 g di caffè.
Macina il tuo caffè con una macinatura medio-grossa, simile al sale grosso. Più grossa di un V60: il filtro spesso della Chemex rallenta già l’estrazione, una macinatura troppo fine rischierebbe di intasare il filtro e rendere la tua tazza amara.

Fase 2: Preparare la Chemex
Apri il filtro e posizionalo nella Chemex, con la parte a triplo spessore rivolta verso il beccuccio. Questo dettaglio conta: il beccuccio funge da canale di aerazione durante l’estrazione.

Fase 3: Risciacquo
Sciacqua bene il filtro con acqua calda. Questo aiuta a eliminare il sapore della carta e a preriscaldare la caraffa. Svuota l’acqua di risciacquo prima di versare il caffè.

Fase 4: Pre-infusione (Bloom)
Versa il caffè macinato nel filtro, appoggia la Chemex sulla bilancia e fai la tara.
Avvia il cronometro. Versa circa 50 g di acqua quasi bollente, a circa 94 °C, in modo uniforme, il doppio del peso del caffè. Mescola leggermente e lascia riposare per 30 secondi, così il caffè può liberare i suoi gas.

Fase 5: L’infusione
Versa il resto dell’acqua in tre volte, fino ad arrivare a 400 g in totale. Procedi con movimenti circolari lenti, dal centro verso l’esterno, senza toccare i bordi del filtro. Lascia che il caffè scoli parzialmente tra un versamento e l’altro per mantenere un’estrazione costante.
Il deflusso completo dovrebbe richiedere in tutto tra 4 e 5 minuti. Se è molto più veloce, macina un po’ più fine. Se invece ci mette molto di più, macina un po’ più grossa.

Fase 6: Degustazione
Una volta terminato il deflusso, rimuovi delicatamente il filtro. Fai ruotare la Chemex con dolcezza per ossigenare il caffè, servi e goditi la limpidezza in tazza.
Quello che poche persone sanno sulla Chemex
La Chemex è un’icona del design, esposta in musei come il MoMA di New York per la sua estetica essenziale. Ecco alcuni punti interessanti su questo metodo di estrazione:
- Un’invenzione scientifica: è stata inventata nel 1941 dal Dr. Peter Schlumbohm, un chimico tedesco trasferito negli Stati Uniti. Ha applicato le sue conoscenze di laboratorio per progettare una caraffa in vetro borosilicato, resistente al calore, che non trasferisce alcun sapore indesiderato al caffè.
- Una filtrazione unica: il suo filtro di carta è circa il 20-30% più spesso di quelli delle altre caffettiere filtro. È proprio questo che gli permette di trattenere gran parte degli oli e delle particelle più fini, offrendo quella “tazza cristallina” così caratteristica.
- Un design senza tempo: la sua forma a clessidra e l’iconico collare in legno con cordoncino in cuoio non sono solo estetici. Il collare funge da manico isolante per maneggiare la caraffa calda senza scottarsi.
- Un beccuccio geniale: il beccuccio della Chemex è un canale di aerazione pensato per far uscire l’aria mentre il caffè scende, evitando il blocco dovuto all’effetto sottovuoto. Per questo è importante posizionare bene il filtro, con la parte a triplo spessore rivolta verso il beccuccio.
Chemex o V60: quali differenze?
La Chemex e il V60 sono due metodi di filtro delicato, ma ognuno ha la sua personalità.
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Chemex: il suo filtro spesso trattiene più oli e particelle fini. Il risultato è una tazza molto pulita, leggera al palato, con aromi delicati. La sua grande caraffa la rende anche il metodo ideale per servire più persone.
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V60: il suo filtro più sottile e il flusso rapido lasciano passare un po’ più di corpo. La tazza è vivace, espressiva, e il metodo ti lascia più controllo su ogni parametro. È il terreno di gioco preferito dei baristi.